Dopo gli studi scientifici, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1985 e consegue l’abilitazione professionale sempre nello stesso anno.
E’ segnalato nel concorso Parsol Rosaline nel 1985, e vince il Premio O. Signorini nel 1987.
Entra a far parte del Gruppo Zeus, partecipando a tutte le iniziative culturali, le presentazioni delle collezioni di design in Italia ed all’estero.
Nel contempo collabora con Maurizio Peregalli alla progettazione ed alla realizzazione della catena di negozi Emporio Armani. Collabora ad un progetto per la Biennale di Venezia nel gruppo Frank O. Gehry, Claes Oldenburg.
Svolge attività didattica presso il Politecnico di Milano quale assistente della Prof.ssa Iacucci, del Prof. Mantero, e del Prof. Raboni.
Viene eletto nel Comitato Direttivo ADI nel 1992, ma rinuncia all’incarico per incompatibilità.
Cura il volume “ Parola di Designer “ in collaborazione di P.Frello, per Abitare Segesta.
Fonda nel 1993 con alcuni colleghi ed amici: Barrese, Bornello, Carmagnola, Frello, Lomazzi, Morozzi, Pasca, Pedrizzetti, Rossari, Viterbo, Zanini, Ziliani, ABC Incontri sul Progetto, circolo culturale per lo sviluppo e la promozione della cultura del progetto.
Con Walter e Riccardo Marcatti nel 1991 costituisce lo studio di consulenza Marcatti & Associati per la realizzazione “chiavi in mano” dei progetti e dei concorsi in Italia e all’estero.
Infatti successivamente alla costituzione, vengono svolti lavori nel Guanacaste ( Costa Rica ), a Varadero ( Cuba ), a Montevideo ( Uruguay ), e sono l’unica struttura italiana invitata alla realizzazione della reggia del Sultanato del Quatar.
Partecipa nel contempo a numerose mostre e seminari, collettive e personali.
Cura tutte le iniziative culturali e di promozione della Marcatti & Associati e per il settore design fondano anche un nuovo marchio NO NAME FACTORY.
Svolge comunque la libera professione, progettando negozi, abitazioni private, mostre ed oggetti di design per alcune aziende del settore.
Nel 1998 i tre soci di Marcatti & Associati fondano anche EMPORIO 31 Design Outlet, il primo outlet del design in Italia. EMPORIO 31 è uno store multimerceologico che propone elementi di arredo di qualità, di fine serie, fine collezione, resi dai servizi fotografici provenienti da oltre 100 aziende leader del settore del made in Italy.
Nel 2004 in collaborazione con Pitti Immagine viene organizzata una mostra a Firenze alla Stazione Leopolda, spazio Alcatraz dal nome SuperDesignMarket.
E’ nominato dall’Ordine degli Architetti di Milano quale membro aggiuntivo alle Commissioni di Laurea con indirizzo Design negli anni accademici 1997-1998 e 2001-2002.
Per conto dell’ADI è membro esterno nelle commissioni di post laurea allo IED di Milano.
E’ socio fondatore e vice presidente di ZONA TORTONA associazione culturale no profit.
E autore nel 2005 del volume DESIGN: Pensieri & Parole – L’evoluzione del gusto e dell’abitare in trenta interviste – per De Lettera Editore.
Dal 2004 è docente di storia del design presso ISAD di Milano.
Per l’anno accademico 2005-2006 è assistente al corso di design al POLITECNICO di MILANO, Facoltà del design per D’Urbino – Lomazzi.
Per l’anno accademico 2006-2007 e 2007-2008 per il Laboratorio di Sintesi Finale DESIGN e TERRITORIO è docente incaricato al POLITECNICO di MILANO, Facoltà del Design.
E’ ideatore, curatore della mostra no profit itinerante e del saggio edito da Cusl – Milano – “ H2O – Nuovi scenari per la sopravvivenza “.
E’ stato invitato dal Comitato Promotore a partecipare alla COWPARADE a Milano.
Fa parte dello staff del workshop internazionale che si è tenuto a maggio presso il POLITECNICO di MILANO – Facoltà del Design dal titolo : “ Trait d’union. Allestire lo spazio urbano in Bovisa “ con esponenti della Ecole Nazionale des Beaux Arts de Lyon, e la Ecole Superiore d’Art e Design de Saint- Etienne / Citè du Design.In occasione del Percorso Fuori Salone del Mobile 2007, ha presentato presso T 35 il saggio H2O ed ha organizzato l'evento Fiori: icone di design, con P. Schianchi e C. Concari, in collaborazione con il Mercato dei Fiori di Sanremo.
Fa parte del neo nato Comitato Direttivo Nazionale dell’ADI per il triennio 2008-2010, l’Associazione di Disegno Industriale, che è organo consultivo del Ministero dei Beni Culturali.
Stà lavorando ad un evento in collaborazione con altri partners per Torino Internazionale, in occasione della manifestazione TORINO WORDL CAPITAL DESIGN 2008.
La mostra H2O – Nuovi scenari per la sopravvivenza, di cui è il curatore, sarà ospite presso l’Universtà di Quebec a Montreal nel gennaio 2008 con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura e a Toronto presso Design Excange a marzo 2008, per poi proseguire a giugno a Saragoza presso l’Expo Internazionale.
E’ membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione di Disegno Industriale (ADI ).
Il progetto H2O – Nuovi scenari per la sopravvivenza è stato selezionalato alla Conferenza Internazionale CUMULUS a St. Etienne – Citè du Design – in novembre 2008.
E’ socio fondatore e Vice Presidente dell’Associazione no profit H2O – Nuovi scenari per la sopravvivenza.
Con il progetto globale H2O, ha partecipato al Green Dot Awards di Los Angeles,di cui è il curatore e ideatore, ed ha vinto il II° Premio nella categoria Cultura e Intrattenimento, e la menzione d’onore nella categoria Costruzioni e Design.
E’ appena uscito in libreria il suo ultimo saggio dal titolo “Frasario per giovane designer ovvero per ragazzo di belle speranze, in cerca di lavoro, anche gratis” edito da Robin Editore Roma.
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Alcune osservazioni di come stiamo vivendo la nostra contemporaneità, e alcune immediate riflessioni, mi hanno portato a pensare che oggi le nostre case sono macchine energivore, ed uso il termine macchine in prestito da Le Corbusier, che diceva che le case sono macchine da abitare, sostenute da tecnologie e da nuove soluzioni spaziali che hanno radicalmente trasformato il comfort e la qualità della vita. Ma non è così in ogni luogo e in tante parti del pianeta, anche perché le stesse risorse a nostra disposizione sono sparse nel mondo in modo non omogeneo ed uniforme.
Viviamo quotidianamente in una realtà dove un’infinità di beni, più o meno di lusso, imperversano nelle vetrine delle nostre città, ma poche volte ci si ricorda che questa infinità di oggetti è rivolto solamente al 10% della popolazione mondiale, mentre il restante 90% non ha accesso neanche a beni primari come una casa, il cibo, l’acqua pulita, condizioni che noi occidentali diamo per scontate.
Le esigenze ambientali dovrebbero diventare dei pre-requisiti per il design del futuro, superando l’etichetta dell’oggetto eco e recuperando il concetto di “ buon design “ che è uno degli stimoli principali per la nuova “cultura del progetto” che passa anche per un “design della decrescita” per arrivare a far sì che il designer venga a elevare il suo ruolo di progettista capace di collaborare alla determinazione di modelli di consumo sostenibili,.
E’ questa la mission della Associazione no Profit, con il suo progetto globale H2O – Nuovi scenari per la sopravvivenza.
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